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MARCHIONNE: "TERMINI IMERESE, STOP NEL 2012"

22 dicembre 2009, 19.02 - Marchionne è a Palazzo Chigi. Gli operai sono in piazza. Si gioca oggi una delle partite più importanti per il futuro degli stabilimenti del Lingotto nel Sud Italia: Pomigliano d'Arco e Termini Imerese. Il piano industriale della Fiat arriva a Palazzo Chigi dove è oggetto di un atteso confronto tra governo, azienda e sindacati. Dall’organizzazione produttiva alle prospettive occupazionali, il programma del Lingotto sarà presentato dall’azienda al governo, che deve decidere, tra l’altro, se e in che misura rinnovare gli incentivi al settore auto, e alle organizzazioni dei lavoratori, preoccupate per le ricadute occupazionali della riorganizzazione e, soprattutto, per il futuro di Termini Imerese.

"Piano ambizioso da 8 miliardi" "Abbiamo un piano ambizioso per la Fiat, soprattutto in Italia" così Marchionne apre la riunione con governo e sindacati a Palazzo Chigi. Nei prossimi due anni gli investimenti della Fiat in Italia ammonteranno a 8 miliardi. "Bisogna conciliare i costi industriali con la responsabilità sociale - avrebbe proseguito Marchionne - il puro calcolo economico avrebbe conseguenze dolorose, che nessuno vuole. Ma un’attenzione esclusiva al sociale condurrebbe alla scomparsa dell’azienda". L’ad del Lingotto avrebbe sottolineato che "l’operazione con Chrysler è un tassello fondamentale per il futuro di Fiat. Vogliamo che l’incontro di oggi sia tutt’altro che rituale". (continua ...)

La produzione Gli impianti della ex-Bertone, acquisiti di recente dalla Fiat, produrranno due modelli Chrysler. Lo ha detto l’amministratore delegato di Fiat a Palazzo Chigi. Cattive notizie per lo stabilimento di Termini Imerese: non produrrà più auto dal dicembre del 2011. "Ci sono condizioni - avrebbe aggiunto l'ad - di svantaggio competitivo. Lo stabilimento è in perdita e la Fiat non può più permetterselo. Siamo disposti a discutere proposte di riconversione con la Regione Sicilia e con gruppi privati e a mettere a disposizione lo stabilimento".

Panda a Pomigliano Entro il 2012 la Fiat è disponibile a produrre fino a un range compreso tra 800 mila e 1 milione di vetture, dalle 650 mila auto attuali. Lo avrebbe detto Marchionne aggiungendo anche che lo stabilimento di Pomigliano "così non può reggere", Marchionne avrebbe confermato la possibilità di destinare a Pomigliano una nuova piattaforma per la produzione della futura Panda. "Ci vuole un atto di coraggio". La destinazione di una nuova piattaforma allo stabilimento campano "richiede infatti ingenti risorse e comporterà ulteriore inattività per i lavoratori. Servirà un prolungamento del sostegno al reddito" avrebbe aggiunto Marchionne, precisando che "questa soluzione, pur comportando un impegno per tutti, è l’unica strada, anche se non è una soluzione ottimale dal punto di vista della logica industriale".

Nuovi modelli Nel biennio 2010-2011 arriveranno 11 nuovi modelli Fiat, tra cui il nuovo Doblò, la Giulietta, la nuova Panda e la nuova Y. A Mirafiori vengono confermati nel biennio i modelli attuali. A Cassino, nel 2010, si aggiungerà la produzione della Giulietta. Melfi "sta lavorando bene" e saranno confermati gli attuali modelli.

Gli incentivi In Italia "le misure di sostegno alla domanda hanno contenuto l’emorragia" delle vendite di auto. Ma "è ragionevole pensare che senza una uscita graduale dalla fase degli incentivi il mercato precipiti verso la soglia di 1.700.000 unità". A lanciare l’allarme è Marchionne. Poi ha aggiunto che le vendite di auto in Italia "a fine anno dovrebbero attestarsi a circa 2,1 milioni di unità, in leggero calo rispetto al 2008". Insomma l’ad ha sottolineato che "tutti noi che operiamo in questo settore sappiamo bene che gli incentivi hanno evitato il crollo delle vendite nell’anno in corso, anticipando però vendite future".

Operai in piazza Presidio dei lavoratori davanti al parlamento in occasione della riunione a Palazzo Chigi dove l’azienda, con l’ad Sergio Marchionne, incontra il governo e le organizzazioni sindacali per presentare il piano industriale per l’Italia. Un gruppo di lavoratori, soprattutto di Termini Imerese e Pomigliano, ha piazzato striscioni nel fondo della piazza e ha già intonato canti e slogan di protesta. "Duemilacinquecento famiglie senza lavoro: non lo permetteremo" recita uno striscione dei lavoratori di Termini che, spiegano: "Se oggi Marchionne è qui è grazie alla lotta che Termini ha fatto nel 2002". "Non è vero che le auto a Termini costano mille euro in più" affermano altri lavoratori mentre un altro gruppo, sulle note della Tarantella, grida "Pomigliano non si tocca".

Barbato choc "Per ogni operaio della Fiat buttato fuori, la tiro io in faccia la statuetta a Berlusconi". Lo ha detto, prendendo la parola durante il sit-in di protesta degli operai Fiat di fronte a Palazzo Chigi, Francesco Barbato, deputato dell’Italia dei Valori. "Di chi perde il posto di lavoro e di chi non l’ha mai avuto: è di questo che si deve occupare un governo serio" ha aggiunto.

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